2001. Odissea nello spazio (2001. A Space Odyssey)

Titolo: 2001. Odissea nello spazio

Titolo originale: 2001. A space Odyssey

Regista: Stanley Kubrick

Principali attori: K. Dullea, G. Lockwood

Anno: 1968

Paese: Regno Unito

2001. Odissea nello spazioIl film perfetto sarà anche un’utopia, ma 2001 le si avvicina parecchio. Se la sceneggiatura, come di consueto nei film di Kubrick, è (molto liberamente) tratta da un’opera letteraria (il cui autore, Clarke, collaborò alla sceneggiatura), il modo di svilupparla è di una originalità quasi perturbante.

I protagonisti principali di tanto splendore sono due star di prima grandezza mirabilmente orchestrate: la regale colonna sonora e sua maestà il colore. Poche e scarsamente importanti le parole. Obiettivo di Kubrick è di proporre un’esperienza estetica, un tunnel di suoni e immagini che rendono il film unico.

Con quali mezzi il geniale Stanley giunge a un simile miracolo? Con quelli più tipici della settima arte, cioè i più difficili da utilizzare in modo innovativo: montaggio, fotografia, effetti speciali. E poi la musica. Soprattutto la musica. Non il track musicale in sé, attenzione: Johann e Richard Strauss, Kachaturian, Ligeti… bellissimi brani, ma non certo incisi ieri pomeriggio. Pezzi da novanta della musica classica degli ultimi due secoli, né più né meno. L’utilizzo che Kubrick fa di questi brani, però, è sensazionale. Chiunque abbia visto il film non dimenticherà il Danubio blu che accompagna la danza delle astronavi, e questo non è che un esempio, il più celebre.

Non si contano le scene da antologia: dalla “buia” notte dei tempi dell’incipit, alla scoperta degli oggetti (o, meglio, del valore strumentale capace di 2001. Odissea nello spaziotrasformare in oggetti le cose: da Cartesio a Heidegger nello spazio di qualche flash, insomma) da parte di uno scimmione alle prese con un osso, all’osso stesso – già arma del primo delitto – con cui in pochi fotogrammi percorriamo l’intera storia dell’uomo assistendo alla sua mutazione in astronave cullata dalle onde del Danubio di Strauss (con una tecnica che nel gergo del cinema viene detta match cut). Fino all’enigma del monolito, alla umana, davvero troppo umana soppressione del computer Hal 9000 (Fermati Dave… fermati…ho paura…), per giungere al misterioso finale.2001.15

Un film dalle mille letture possibili, perciò da guardare e riguardare, ascoltare e contemplare. Non c’è dubbio: a ogni nuova visione vedrete qualcosa di diverso.

PS: mi rendo conto che quello che ho scritto è piuttosto serioso. Ma amo troppo questo film per poterlo leggere con il distacco che servirebbe.

1) Interesse dell’argomento trattato: soggetto 10
2) Originalità 10
3) Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 8
4) Sceneggiatura 9
5) Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 10
6) Montaggio e regia 10
7) Fotografia 9
8) Colonna sonora e effetti 10
9) Attori: interpretazione 8
10) Grado di apprezzamento collettivo 10
11) Forza di coinvolgimento 9
12) Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 10

La pagina di 2001. Odissea nello spazio su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0062622/?ref_=sr_1

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