Mulholland Drive (Mulholland dr.)

Titolo: Mulholland Drive

Titolo originale: Mulholland dr.

Regista: David Lynch

Principali attori: N. Watts, L. Harring, J. Theroux

Anno: 2001

Paese: USA

Mulholland Drive

Mulholland Drive

Mulholland Drive è un coacervo di generi. Noir, horror e sentimentale i tre che si intrecciano con maggiore evidenza. E’ poi un film piuttosto aspro, che lancia uno sguardo più sconcertante che sconcertato al mondo di Hollywood (brillante all’apparenza e marcescente nella sostanza, in parole povere), anche se, va detto, senza ambizioni di realismo – il che va da sé, visto chi è il regista.

Al contrario, si tratta di un’opera in cui il sogno riveste un ruolo fondamentale, e la difficoltà di interpretazione (ma anche, in positivo, buona parte della sua forza suggestiva), ne è la diretta conseguenza. Una difficoltà accresciuta dalla presenza massiccia di sentieri che si perdono nel sottobosco della già intricata vicenda, ma anche di elementi schiettamente superflui. Un vizio che a mio parere accomuna Lynch a registi come Bunuel e Fellini.

Mulholland Drive

Mulholland Drive

Keep it simple. E allora, forse, ha ragione lo stesso Lynch nel definire la sua creatura semplicemente una storia d’amore (omosessuale).

Il montaggio è debitore al massimo grado nei confronti della lezione di Pulp Fiction (Tarantino, 1994), che, piaccia o no, nell’impiego del linguaggio formale ha segnato un prima e un dopo nella storia delle immagini in movimento.

Mulholland Drive

Mulholland Drive

Montaggio non lineare, dunque, a partire dal quale si può verosimilmente dividere il film in tre sezioni. La prima (1h 56′ e rotti), ricchissima di deviazioni, sembrerebbe corrispondere grosso modo a come Betty/Diane avrebbe voluto che andassero le cose. La seconda (fino a 2h 1′) a come le cose sono effettivamente andate; la terza all’immaginazione di Betty/Diane a partire dalla situazione reale. Breve epilogo e chiusura del sipario.

La trasformazione di Betty/Diane (Naomi Watts nel ruolo che l’ha lanciata) è frutto di un’interpretazione di altissimo livello (e anche, in parte, di un trucco sopraffino). Stentiamo ad ammettere che la Betty che abbiamo conosciuto e ammirato nella prima parte del film sia anche quella che vediamo in seguito.

Mulholland Drive

Mulholland Drive

A margine di tutto ciò, ma forse neanche troppo, la contrapposizione musicale tra Sixteen Reasons (Connie Stevens) e I’ve Told Every Little Star (Linda Scott), da una parte, e dall’altra la bella scena in cui Rebekah Del Rio esegue Llorando (che mi ha fatto venire in mente Anna Karina che in Questa è la mia vita – Godard, 1964 – si commuove assistendo alla proiezione della Passione di Giovanna d’Arco – Dreyer, 1928).

Mulholland Drive

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La pagina di Mulholland Drive su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0166924/?ref_=fn_al_tt_2

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