Lettera da una sconosciuta (Letter from an Unknown Woman)

Titolo: Lettera da una sconosciuta

Titolo originale: Letter from an Unknown Woman

Regista: Max Ophuls (Maximilian Oppenheimer)

Principali attori: J. Fontaine, L. Jourdan

Anno: 1948

Paese: USA

Lettera da una sconosciuta

Lettera da una sconosciuta

Max Ophuls, uno dei meno conosciuti tra i più grandi registi, diresse Lettera da una sconosciuta quando era ancora negli States (dove era frettolosamente riparato nel 1940 per fuggire la violenza nazista). Il risultato è uno dei film più “europei” in cui ci si possa imbattere, nonostante la Vienna che vediamo sia quella degli studios di Hollywood.

Lettera da una sconosciuta

Lettera da una sconosciuta

L’opera è un adattamento piuttosto fedele di un bel romanzo breve di Stefan Zweig, grande artigiano della scrittura e anch’egli oggi molto meno celebre di quanto meriterebbe, nonostante da qualche mese, complice la scadenza dei settanta anni dalla morte coperti dal diritto d’autore, più di una casa editrice italiana abbia puntato su di lui (e comunque Zweig, a differenza di Ophuls, in vita ha visto le proprie opere celebrate dal successo).

Lettera da una sconosciuta

Lettera da una sconosciuta

Lettera da una sconosciuta è una disperata storia di amore non corrisposto, quello di Lisa (la bravissima e incantevole Joan Fontaine) nei confronti del pianista Stefan Brand (Louis Jourdan). Il risultato è uno dei film sentimentali più belli di sempre, e anche uno tra i più tristi. Nothing happens by chance (“Niente accade per caso”: “Il caso non esiste!” direbbe Bunuel – Quell’oscuro oggetto del desiderio, 1977), sussurra la voce di Lisa. È così: il senso della vicenda è una necessità anodina e non razionale, quella di una storia già scritta cui è impossibile fuggire.

Lettera da una sconosciuta

Lettera da una sconosciuta

Il motivo per cui considero Lettera da una sconosciuta un film imperdibile, però, va ben al di là di quanto finora detto. Riassumendo sillogisticamente: bellissimo libro di Zweig, film fedele al libro, dunque… fantastico film, ma non perché fedele al libro!

Quello che è strabiliante qui, e poi prometto di finirla con i superlativi ma quando ci vuole ci vuole, è la metodologia di ripresa a ritmo di valzer. Cullati dai movimenti fluidi della cinepresa (si veda, per esempio, come segue Lisa lungo le scale nella scena iniziale del trasloco), veniamo trasportati nel mondo incantato di una dolcissima tragedia.

Lettera da una sconosciuta

Lettera da una sconosciuta

Una curiosità. I titoli di apertura segnalano come regista “Max Opuls”. Un grossolano e imperdonabile errore? No, nella misura in cui è fatto a bella posta: “Ophuls” in inglese si pronuncia in modo molto simile a “awful”, voi capite. Però non poteva firmarsi con il suo vero nome (Oppenheimer) invece di ricorrere a un simile sgorbio?

1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 8
2)       Originalità 8
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 8
4)       Sceneggiatura 9
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 10
6)       Montaggio e regia 10
7)       Fotografia 9
8)       Colonna sonora e effetti 7
9)       Attori: interpretazione 9
10)   Grado di apprezzamento collettivo 9
11)   Forza di coinvolgimento 10
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 8

La pagina di Lettera da una sconosciuta su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0040536/

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