Casablanca

Titolo: Casablanca

Regista: Michael Curtiz (Mihaly Kertész)

Principali attori: H. Bogart, I. Bergman, C. Rains, P. Lorre, S. Greenstreet, P. Heinreid, C. Veidt

Anno: 1942

Paese: USA

Casablanca

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Tanti sono i film scaturiti dalla grande officina di Hollywood simili in qualche misura a Casablanca, soprattutto negli anni trenta e quaranta. Perché Casablanca, allora? Posto che la fortuna di sicuro ha giocato il proprio ruolo (quasi sempre) determinante, bisogna dire che Casablanca rappresenta il meglio di Hollywood nel momento d’oro di Hollywood.

Casablanca

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Beh, una cosa bisogna dirla: il film è storicamente fantasioso. L’idea di fondo è quella di una guerra tra gentlemen piuttosto lontana da quella, decisamente lousy, che ha caratterizzato il secondo conflitto mondiale (invece nel bel film inglese Duello a Berlino, di appena due anni successivo e diretto dalla grande coppia Powell-Pressburger, vengono messe a confronto le guerre “sportive” del passato e quella sporchissima del presente). Rimango po’ perplesso, inoltre, vedendo verso il finale il maggiore tedesco precipitarsi da solo in aeroporto per fermare i nostri, anche se capisco la difficoltà di vedere H. Bogart sparare a tutta la guarnigione di stanza in Marocco.

Casablanca

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D’altro canto Casablanca raduna un cast di attori eccezionali, e tutti al massimo della forma. Tanto per cominciare Humphrey Bogart (a sinistra) e Ingrid Bergman (sotto), bravissima nell’espressione di emozioni contrastanti, tanto da spingermi a considerare questa sua interpretazione una delle più convincenti in assoluto di un attore davanti alla macchina da presa; ma anche Paul Henreid, Sydney Greenstreet, Conrad Veidt e, soprattutto, Claude Rains e Peter Lorre (l’indimenticabile mostro di Düsseldorf, qui in una piccola parte molto incisiva).

Casablanca

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As Time Goes by ha la funzione di una piccola madeleine inzuppata in una tazza di tè. Dalla musica, calda, evocativa, quasi roca, scaturiscono i ricordi dell’amore dei due protagonisti in una tarda primavera troppo presto sfiorita (siamo nel 1940), una innocenza del mondo seppellita dalla sfilata dei primi carri con le croci uncinate lungo i Champs-Élysées. Qui risiede il meglio di Casablanca, e davvero non è poco.

Momento indimenticabile è quello in cui Lazło (Henreid), presto seguito da (quasi) tutti gli avventori del locale di Rick (Bogart), intona la Marseillaise. È il segno della svolta, della scelta consapevole dei protagonisti di rinunciare al loro amore per un fine più grande, quello della lotta all’invasore.

Casablanca

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Il finale chiude il cerchio e fa di Rick un vero eroe, capace di sacrificarsi per il bene altrui e per un ideale, ma le (topiche) nebbie dell’aeroporto racchiudono anche uno dei finali più celebri di sempre. Louis, I think that this is the beginning of a beautiful friendship.

PS: Già all’epoca, ahimè, era molto chiaro ciò che il mondo pensava degli italiani. Guardare l’ufficiale presente nel film (una specie di Mussolini in miniatura particolarmente vanesio) per credere.

1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 8
2)       Originalità 8
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 7
4)       Sceneggiatura 8
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 9
6)       Montaggio e regia 7
7)       Fotografia 7
8)       Colonna sonora e effetti 7
9)       Attori: interpretazione 9
10)   Grado di apprezzamento collettivo 8
11)   Forza di coinvolgimento 8
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 7
 

La pagina di Casablanca su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0034583/

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