Trentadue piccoli film su Glenn Gould (Thirty-Two Short Films about Glenn Gould)

Titolo: Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Titolo originale: Thirty-Two Short Films about Glenn Gould

Regista: François Girard

Durata: 93 min.

Anno: 1993

Paese: Canada

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Non è originale affermare che una delle cose più belle create dagli animali bipedi, implumi e intelligenti (sì, lo so, non sempre lo dimostrano, ma tant’è) nell’ultima manciata di millenni sia la musica. E lo è ancora meno dire  che, in essa, una delle cose migliori siano le Variazioni Goldberg di J.S. Bach nella celebre interpretazione di Glenn Gould. Beh, è quello che attende il fortunato spettatore di Trentadue piccoli film su Glenn Gould fin dalla prima scena: un’aria delle magiche Variazioni sugli sconfinati ghiacci del grande Nord.

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Il film di Girard è un omaggio a uno dei più famosi pianisti degli ultimi secoli. In esso la musica, come è giusto, è la vera protagonista, anche se le immagini che vediamo non hanno un ruolo meramente comprimario e commentano efficacemente quello che sentiamo (si tratta in ogni caso del rapporto esattamente inverso a quello cui assistiamo comunemente quando guardiamo – si dice così, no? – un film). Insomma, il tappeto rosso è tutto per lei, stella sublime. Questo significa anche che si tratta di un film più sulla musica di Glenn Gould che non sulla parabola umana dell’artista canadese.

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

La pellicola è fatta di trentadue (l’avreste mai indovinato?) brevi, talvolta brevissimi, episodi. Trentadue, come le Variazioni Goldberg (30 + 2 arie). Osserviamo l’alternanza di flash sulla vita del pianista (la sua infanzia presso il Lake Simcoe, in Ontario; la fragilità e la malattia; il suo ultimo concerto pubblico nel 1964, quando aveva 32 anni ed era all’apice della fama; le incisioni discografiche e la sua ritrosia ad apparire in pubblico; la capacità di ascolto tout court), interviste ad amici e colleghi (tra cui anche Yehudi Menhuin), specifici allestimenti per pezzi musicali (tra cui uno degli episodi che preferisco, Quarantacinque secondi e una sedia, di cui in alto vedete un fotogramma), le corde del suo Stenway, sequenze animate e persino programmi radiofonici e scritti non musicali dello stesso Gould.

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Trentadue piccoli film su Glenn Gould

La musica comprende molti brani di Bach, ma anche Beethoven, Schoenberg, Richard Strauss, Sibelius, Prokofiev, Scriabin, Hindemith, Wagner e un pezzo di Gould medesimo, tutti naturalmente interpretati dal mitico Glenn. Ed è proprio la musica che consente, nel corso della visione, di affiancare le trentadue tessere del puzzle e dare forma a una figura unitaria.

Il mito romantico e – consentitemelo – falso dell’artista che vive e subisce pateticamente la propria opera, soltanto così riuscendo a renderla viva, viene eluso. A questo proposito rimando in particolare all’episodio Domande senza risposta. Programmatico fin dal titolo, non vi pare?

 
1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 8
2)       Originalità 7
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 7
4)       Sceneggiatura 7
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 7
6)       Montaggio e regia 7
7)       Fotografia 6
8)       Colonna sonora e effetti 8
9)       Attori: interpretazione 6
10)   Grado di apprezzamento collettivo 7
11)   Forza di coinvolgimento 6
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 6

La pagina di Trentadue piccoli film su Glenn Gould su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0108328/?ref_=ttsnd_snd_tt

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