Monsters & co. (Monsters, Inc.)

Titolo: Monsters & co.

Titolo originale: Monsters, Inc.

Regista: Pete Docter (Pixar)

Durata: 92 min.

Anno: 2001

Paese: USA

Monsters & co.

Monsters & co.

La bellezza dell’immagine digitale dei film Pixar è, credo, paradigma universalmente condiviso e sovente imitato. Se aggiungiamo che spesso alla perfezione tecnica si accompagna la densità dei significati, non si può fare a meno di inserire parecchi lavori scaturiti da quelle officine tra le opere di cinema più interessanti dell’ultimo quindicennio.

Monsters & co.

Monsters & co.

Monsters & co. rientra certamente in questo non esiguo gruppo. Rispetto a film altrettanto belli e forse più maturi e riflessivi, come Wall-E, Up e Toy Story 3, in Monsters & co. gli autori scommettono maggiormente sul ritmo vorticoso e il divertimento puro. Come in tutti i lavori Pixar le citazioni, soprattutto cinematografiche, non mancano (per esempio nel training echeggia il metodo del sergente Hartman di Full Metal Jackett). I titoli di testa e di coda – e anche questo è un elemento comune di tanti film della casa di produzione californiana – sono simpatici e originali: vale davvero la pena lasciarli scorrere fino in fondo nonostante siano di lunghezza considerevole (d’altra parte vuoi non citare lo stuolo di animatori al completo?).

Monsters & co.

Monsters & co.

L’idea di ricavare energia dagli strilli o dalle risate dei bambini è un originale, anche se forse non impeccabile, contributo al dibattito sulle risorse energetiche. La vicenda è aperta e chiusa da due simulazioni (entrambe si svelano in un secondo momento, generando sorpresa) che la cingono anularmente, così localizzandola apertamente nel favoloso mondo della fantasia.

L’universo dei mostri, peraltro assai poco “mostruosi”, salvo rare e parziali eccezioni, è costruito con grande coerenza. Quello che però rende Monsters & co. un film veramente interessante è la lettura che offre del mondo digitale e informatico, da cui nasce, che è anche (già da un po’ ormai) il nostro mondo.

Monsters & co.

Monsters & co.

In particolare, Monsters & co. mette in scena il nuovo statuto ontologico ed epistemologico della porta. La porta, sì, quel luogo di passaggio che è in realtà da sempre formidabile strumento di delimitazione, nel doppio senso di divisione (da un esterno) e creazione (di un interno), ma si distingue dal muro per offrire la possibilità di far comunicare le due dimensioni (rimando per questo alla recensione a Sentieri selvaggi ). Ebbene, quello che vediamo in questo film è una sequenza di porte che mettono sì in comunicazione un dentro e un fuori (laddove il dentro la stanza dei bambini è per i protagonisti un pericoloso fuori rispetto al proprio mondo), ma non in base ai tradizionali criteri di contiguità spaziale. Le porte sono portali, link, non-luoghi che si può seguire costruendo il proprio personalissimo percorso – per definizione senza una fine predeterminata, un approdo sicuro che concluda la navigazione – per giungere in luoghi potenzialmente infiniti, sempre però instabili (le porte possono essere distrutte, rendendo irraggiungibile ciò a cui davano accesso). Di questa ragnatela continuamente mutante, o meglio web, è esemplare la scena dell’inseguimento nel labirinto di porte pensili (nell’immagine qui sopra), dove l’ultima sventurata – per il cattivone, tranquilli! – conduce in una specie di roulotte piantata in un postaccio paludoso (Louisiana? Florida?) pieno di alligatori. Beh, detto tra noi è quello che si meritava.

Monsters & co.

Monsters & co.

1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 7
2)       Originalità 8
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 7
4)       Sceneggiatura 8
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 9
6)       Montaggio e regia 7
7)       Fotografia 7
8)       Colonna sonora e effetti 7
9)       Attori: interpretazione /
10)   Grado di apprezzamento collettivo 8
11)   Forza di coinvolgimento 9
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 7
 

La pagina di Monsters & co. su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0198781/

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