Rocco e i suoi fratelli

Titolo: Rocco e i suoi fratelli

Regista: Luchino Visconti

Principali attori: A. Delon, R. Salvatori, A. Girardot, C. Cardinale, A. Asti, K. Paxinou, N. Castelnuovo, P. Stoppa, C. Pani, S. Focas

Durata: 177 min.

Anno: 1960

Paese: Italia

Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli

Cameo e simbolo di una pagina di storia, Rocco e i suoi fratelli è anche il capolavoro di un regista versatile come Visconti e una delle perle più brillanti dell’intera cinematografia italiana. La sceneggiatura, cui collaborò Vasco Pratolini, è ispirata ai racconti di Testori Il ponte della Ghisolfa.

Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli

Sono gli anni del miracolo e i Parondi sbarcano a Milano Centrale, lido di approdo per centinaia di migliaia di immigrati, sradicati da povertà e speranza. Vengono dalla provincia di Matera, Lucania, un posto dove neanche Cristo, per dirla con Carlo Levi. Africa, per i milanesi. Protagonisti sono la vedova Parondi e i cinque figli Vincenzo, Simone, Rocco, Ciro e Luca, a ciascuno dei quali è dedicata specificamente una parte del film, unica epopea famigliare che tutti li coinvolge. Li seguiamo nelle difficoltà, nei successi, nel lavoro e soprattutto nell’evoluzione della relazione degli uni con gli altri nel mondo nuovo dove adesso vivono. Le opportunità e le lusinghe della città determinano evidentemente spinte centrifughe rispetto alla centripeticità delle forze nella famiglia nel suo senso tradizionale, atavico, e vanno ad accrescere la nostalgia del paese, nonostante condizioni materiali di molto migliori, almeno dopo i primi tempi.

Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli

Non saprei se individuare il motivo concettuale centrale nella figura di Rocco (Delon) oppure nella sua relazione con Simone (Salvatori), che è asimmetrica: il primo si sacrifica fino in fondo nel tentativo di tenere unita la famiglia, ovvero di salvare il fratello. Nell’intreccio, invece, il cardine della vicenda è certamente la violenza bruta di Simone alla Ghisolfa, seguita dalla rinuncia di Rocco; rinuncia a perseguire, come invece fanno gli altri, la felicità e il successo, nel suddetto anacronistico tentativo di mantenere un’unità che non può più essere. Detto altrimenti, Vincenzo e Ciro guardano al futuro, Rocco al passato. Quelli cercano di vincere, Rocco sceglie di perdere.

Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli

Particolarmente emozionante la scena della prima neve, autentico dono del cielo accolto dai neoimmigrati con la gioia di chi ha (ancora) solo le proprie braccia da offrire per conquistare un piatto di minestra. Il cast è straordinario e perfettamente orchestrato e la musica di Nino Rota molto bella: un po’ ricorda un’altra colonna sonora scritta da Rota, quella del Padrino, altro grande melodramma famigliare dove lo scontro tra tradizione e modernità è forte. Le musiche sono utilizzate a tempo – quindi anche in modo piuttosto convenzionale. Impiegate con parsimonia, nei primi minuti sono invece particolarmente presenti, con un’alternanza di canti degli immigrati meridionali e vivaci melodie jazz, a icastizzare l’incontro (non facile) dei due universi.

Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli

1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 10
2)       Originalità 8
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 9
4)       Sceneggiatura 8
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 8
6)       Montaggio e regia 8
7)       Fotografia 8
8)       Colonna sonora e effetti 8
9)       Attori: interpretazione 10
10)   Grado di apprezzamento collettivo 9
11)   Forza di coinvolgimento 8
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 9
 

La pagina di Rocco e i suoi fratelli su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0054248/combined

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