Diario di un curato di campagna (Journal d’un curé de campagne)

Titolo: Diario di un curato di campagna

Titolo originale: Journal d’un curé de campagne

Regista: Robert Bresson

Principali attori: C. Laydu, A. Borel, R. Bérendt

Durata: 115 min.

Anno: 1951

Paese: Francia

Diario di un curato di campagna

Diario di un curato di campagna

Ambricourt, nelle nebbie della Francia del Nord, ha un nuovo parroco. Lui è molto giovane, al primo incarico, mentre il paese sembra antichissimo, dalle strutture immobili e secolari, emblema di quella France profonde tanto spesso raffigurata nei film di Bresson (Au hasard Balthasar, 1966; Mouchette – Tutta la vita in una notte, 1967). Fedele a uno dei romanzi più noti di Georges Bernanos, Diario di un curato di campagna si sviluppa come confessione del giovane, affetto da un male incurabile. Degne di menzione sono la fotografia in bianco e nero e la colonna sonora, utilizzata sapientemente a tempo.

Diario di un curato di campagna

Diario di un curato di campagna

La narrazione, nell’opera di Bresson, è indubbiamente molto frammentata, con molte scene che durano appena pochi secondi. Questo aspetto, a mio modo di vedere, invece di essere un ostacolo alla fruizione del film lo rende opera riuscitissima per tre motivi. In primo luogo perché esprime l’animo del protagonista, che è tormentato, insomma ne manifesta una geografia interiore frastagliata e dubbiosa, che per Bernanos e Bresson è l’elemento essenziale del cristiano. Inoltre la frammentazione del montaggio restituisce fedelmente la natura compositiva del libro da cui è tratto. Infine riesce a rendere al meglio l’idea di un diario, quale in effetti è l’opera di Bernanos. Bresson è stato maestro ineguagliato nel genere del film diaristico (Pickpocket – Diario di un ladro, 1959; Un condannato a morte è fuggito, 1956), ma è con Diario di un curato di campagna che giunge, da questo punto di vista, all’esito più radicale: le scene del film, per lo più brevi, sono intervallate dalle pagine del diario/confessione che il giovane scrive, e la transizione tra i due moduli è segnata sempre dalla dissolvenza.

Diario di un curato di campagna

Diario di un curato di campagna

Diario di un curato di campagna, ovvero la passione secondo Bresson, è la storia di un’agonia. La figura interiore in cui vive e muore il giovane parroco è il Getsemani, il luogo del dolore nell’universo cristiano. Dell’ascesa al suo calvario riconosciamo le stazioni, ma quello che più conta è che, per Bresson, è proprio la malattia-passione-agonia a segnare la vittoria del cristiano. È nella figura dell’inesperto curato di Ambricourt, in altre parole, che il regista riconosce la piena realizzazione del cristianesimo, e quindi la sua vittoria.

Diario di un curato di campagna

Diario di un curato di campagna

1) Interesse dell’argomento trattato: soggetto 8
2) Originalità 9
3) Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 8
4) Sceneggiatura 8
5) Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 8
6) Montaggio e regia 8
7) Fotografia 7
8) Colonna sonora e effetti 7
9) Attori: interpretazione 7
10) Grado di apprezzamento collettivo 8
11) Forza di coinvolgimento 7
12) Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 8

La pagina di Diario di un curato di campagna su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0042619/?ref_=fn_al_tt_1

 

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 1950-1959, Francia e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.