La moglie del fornaio (La femme du boulanger)

Titolo: La moglie del fornaio

Titolo originale: La femme du boulanger

Regista: Marcel Pagnol

Principali attori: Raimu (J. Muraire), G. Leclerc

Anno: 1938

Paese: Francia

La moglie del fornaio

La moglie del fornaio

Un contadino ha un campo. Sul campo ci cresce un bell’albero dalle larghe fronde. Un secondo contadino ha un secondo campo, senza alberi ma con spinaci e fagiolini. Ora, succede che l’albero del primo contadino faccia ombra agli spinaci del secondo impedendo loro di crescere quanto questi vorrebbe. Che cosa è giusto fare? In altre parole: come gestire il diritto sull’ombra? Stando così le cose, sembrerebbe mancare solo il classico rabbino chassid, uno di quelli dei racconti di Buber per intenderci: con ogni probabilità darebbe ragione sia al primo sia al secondo, e di certo anche a chi gli chiedesse il senso di una simile, apparentemente poco sensata, presa di posizione.

Non c’è traccia di chassidim nell’aprico borgo provenzale dove si svolgono i fatti della Moglie del fornaio. I contadini, però, ci sono, e le (esilaranti) dispute come quella di cui sopra pure. E poi, a dire il vero, queste non sono prerogativa di chi lavora la terra: che dire della discussione tra prete e maestro di scuola sul numero dei regni della natura (per il sacerdote sono quattro: minerale, vegetale, animale e umano) e sulle voci che Giovanna d’Arco sentì, o che forse soltanto avrebbe affermato di aver sentito?

La moglie del fornaio

La moglie del fornaio

Insomma, i dialoghi e il divertimento certo non mancano nel film capolavoro di Pagnol (tratto da un libro di Jean Giono), una delle vette della più grande stagione del cinema francese, quella del realismo poetico (che di solito si inquadra tra 1931 e 1945). Il realismo proprio non manca in questo spaccato della semplice e assonnata vita di paese, tra paesaggi che fanno pensare a certe tele di Cézanne e la larga parlata provenzale. La poeticità, d’altra parte, non è da meno. Guardare per credere.

La moglie del fornaio

La moglie del fornaio

Il protagonista Aimable (interpretato da Raimu, uno dei più grandi attori degli anni trenta), nuovo panettiere del paese, non riesce più a fornire il suo pane gustoso e fragrante alla affamata cittadinanza da quando la moglie, la bella boulangère, se n’è andata con un giovane pastore. Ci prova, ma proprio non ce la fa, e il prete non migliora le cose affermando nella predica della domenica come ogni donna abbia bisogno di un pastore. E allora alla simpatica combriccola di paesani non resta che mettersi a cercare la bella scomparsa, ovvero anche il pane che hanno perso (parola del marchese).

Alla fine la trovano e la riconducono a casa, dove Aimable la accoglie teneramente per poi prendersela, in una scena celebre, con la gattina Pomponnette, anch’essa finalmente tornata a casa dopo aver lasciato il suo Pompon.

La moglie del fornaio

La moglie del fornaio

La moglie del fornaio, film costituito da e costruito sui dialoghi, evidenzia la propria dipendenza da moduli teatrali. La sceneggiatura primeggia e, come credo di aver già fatto capire, concede ampio spazio anche al puro divertimento. Qua e là ci sono pecche piuttosto evidenti di montaggio, ma è l’unico difetto che riesco a ritrovare nella pellicola.

A dominare è la simbologia del pane. Attorno a esso ruota gran parte della fervente attività dei simpaticissimi personaggi: è l’impasto più semplice, quello di farina e acqua, il collante in grado di tenere unita una comunità, sembra dire Pagnol, che sia una famiglia o un paese. Mia madre, quando fa il pane, dice di metterci dentro i sette sentimenti. Non so esattamente che cosa intenda, e sarei pronto a scommettere che non lo sappia neanche lei. L’idea però mi sembra chiara, no?

PS: Per risolvere la faccenda dell’albero e dell’ombra, alla fin fine, non è poi neppure necessario il rabbino chassid. Basta una colossale sbronza.

 
1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 9
2)       Originalità 7
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 7
4)       Sceneggiatura 9
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 7
6)       Montaggio e regia 6
7)       Fotografia 7
8)       Colonna sonora e effetti 6
9)       Attori: interpretazione 7
10)   Grado di apprezzamento collettivo 8
11)   Forza di coinvolgimento 7
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 8

La pagina di La moglie del fornaio su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0030127/

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