Il piacere (Le plaisir)

Titolo: Il piacere

Titolo originale: Le plaisir

Regista: Max Ophuls (Maximilian Oppenheimer)

Principali attori: J. Gabin, G. Leclerc, P. Brasseur, S. Simon, J. Servais, C. Dauphin

Anno: 1952

Paese: Francia

Il piacere

Il piacere

Quando qualcuno si azzardò a chiedere a Kubrick quale fosse il suo film preferito il geniale regista newyorkese rispose “Il piacere”, seconda pellicola diretta da Max Ophuls dopo il suo ritorno in Francia da Hollywood, dove era riparato durante la Seconda guerra mondiale, rimanendovi anche nell’immediato dopoguerra per dirigere il capolavoro Lettera da una sconosciuta. Il piacere si basa su tre racconti di Maupassant appartenenti a raccolte diverse, incentrati tutti su differenti modalità attraverso cui si può esprimere il piacere e l’amore.

Il piacere

Il piacere

Due episodi brevi ma molto densi e incisivi, La masque e La modèle, fanno da cornice a una storia più ampia e ariosa, La Maison Tellier. Quest’ultima, particolarmente fedele a uno dei  racconti più celebri di Maupassant (e di cui mi sento di consigliare vivamente la lettura), si fa forte di particolare delicatezza. In un paesino della Normandia, un sabato sera, il bordello viene inaspettatamente trovato chiuso dagli affezionati clienti. Il motivo? La comunione della nipote della proprietaria, M.me Tellier, che si è tirata dietro tutta la truppa della maison. Seguiamo quindi la costernazione degli attoniti habitués, il viaggio delle prostitute fino al paese di destinazione, la loro festosa accoglienza, la messa e la comunione nella commozione generale, le avances del fratello di M.me Tellier, Joseph Rivette (Jean Gabin) nei confronti dell’ingenua M.me Rosa, il ritorno e la riapertura del bordello.

Il piacere

Il piacere

La Maison Tellier, ma anche gli altri due episodi, vengono narrati figurativamente con quella stessa vivacità, freschezza, ironia leggera e bonaria che caratterizza i racconti di Maupassant.

Il motivo che rende Il piacere un film davvero grande, però, è un altro: i movimenti di macchina. La fluidità, degna del miglior valzer viennese, con cui si muove la camera è davvero senza pari per efficacia e bellezza (oltre ad essere di realizzazione davvero non facile). Gli stacchi sono pochi senza che per questo le riprese siano mai fisse, volteggiando invece in un turbinio armonioso e dolce. Il risultato è un grande senso di ammirazione artistica e un non minore trasporto emotivo da esso dettato.

Il piacere

Il piacere

Adesso, insomma, forse è un po’ più chiaro il motivo dell’ammirazione di Kubrick per Il piacere e, in generale, per le modalità di ripresa di Ophuls. Un’ammirazione, d’altra parte, che ha fatto sì che proprio Ophuls sia stato un modello di riferimento per Kubrick in molti suoi lavori.

1)       Interesse dell’argomento trattato: soggetto 7
2)       Originalità 8
3)       Profondità d’analisi della storia narrata e chiarezza 9
4)       Sceneggiatura 8
5)       Ritmo, equilibrio costruttivo, iteratività 8
6)       Montaggio e regia 9
7)       Fotografia 9
8)       Colonna sonora e effetti 8
9)       Attori: interpretazione 7
10)   Grado di apprezzamento collettivo 8
11)   Forza di coinvolgimento 6
12)   Capacità di suscitare emozioni e/o riflessioni 7

La pagina di Il piacere su IMDb è disponibile al link http://www.imdb.com/title/tt0045034/fullcredits?ref_=tt_ov_st_sm

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 1950-1959, Francia e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.